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Il passato è una terra straniera



Titolo Internazionale
The Past Is a Foreign Land

Italia 2008 122'
Lingua: Italiano

Colore, 35 mm

Regia
Daniele Vicari

Cast
Elio Germano (Giorgio), Michele Riondino (Francesco), Chiara Caselli (Maria), Valentina Lodovini (Antonia), Marco Baliani (Franco), Daniela Poggi (Anna), Maria Jurado (Angela).

Sceneggiatura
Gianrico Carofiglio, Francesco Carofiglio, Massimo Gaudioso, Daniele Vicari (based on Gianrico Carofiglio's book)

Fotografia
Gherardo Gossi

Montaggio
Marco Spoletini

Scenografia
Beatrice Scarpato

Costumi
Francesca Vecchi, Roberta Vecchi

Musica
Theo Teardo

Produttore
Tilde Corsi, Domenico Procacci, Gianni Romoli

Produzione
R&C Produzioni, Fandango in collaboration with Rai Cinema

Distribuzione italiana
01 Distribution

Distribuzione internazionale
Fandango Portobello Sales – Eardley House – 4 Uxbridge Street, Notting Hill Gate – W8 7SY London (UK) – T. +44 207 908 9890 – F. +44 207 908 9899 – www. portobellopictures.com

Proiezioni

26.10.2008 h 19:00, Sinopoli
27.10.2008 h 15:00, Sala Cinema Lotto
28.10.2008 h 19:30, Metropolitan Sala 2

Sinossi
Giorgio ha 22 anni, è uno studente modello, ha una vita senza crepe e genitori comprensivi. Francesco è bello ed elegante, misterioso e affascinante. Per vivere gioca a carte e vince ma più che fortunato è un abile baro e sembra avere le chiavi del successo. In una Bari dai contorni sfocati e dai paesaggi inediti, Giorgio impara i trucchi delle carte da Francesco diventandone amico e complice. I tavoli da gioco si spostano da ville sontuose a bettole senza nome, attraversando letti senza amore con annoiate donne di lusso, imparando a muoversi nei luoghi dove la buona e la cattiva società sembrano confondersi. Pian piano il ragazzo modello vede l'immagine di sé stesso sgretolarsi per lasciare il posto a qualcosa di sconosciuto. Qualcosa che fa paura, ma attrae al tempo stesso.

Regista
Daniele Vicari, nato nel 1967, esordisce alla regia nel film collettivo Partigiani (1997). Dal 1998, si concentra sul documentario realizzando Bajram, Comunisti, Uomini e lupi e Sesso marmitte e videogames. Il suo primo lungometraggio è Velocita' massima (2002), in concorso a Venezia e vincitore del David di Donatello per la Miglior Opera Prima. Tre anni dopo realizza L'orizzonte degli eventi, selezionato alla Semaine de la Critique di Cannes. Nel 2006, torna al documentario con Il mio paese, grazie al quale vince nuovamente un David di Donatello, in questo caso al Miglior Documentario.